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Il secondo posto conquistato dal team composto da Andrea Rota, Gregory Molteni e Mauro Bianco. Al Penina Hotel & Golf Resort, in Algarve (Portogall
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EUROTOUR: A DUBAI VINCE JON RAHM E DIVENTA NUMERO 1 IN EUROPA

Ha battuto in un emozionante finale Tommy Fleetwood. Buona prestazione di Guido Migliozzi (16°)
Autentica impresa di Jon Rahm, vincitore con 269 (66 69 66 68, -19) colpi del DP World Tour Championship, ottavo e ultimo evento delle Rolex Series, che ha chiuso la stagione dell’European Tour e che lo ha incoronato numero uno in Europa, succedendo a Francesco Molinari. In un giro finale emozionante, combattuto, con gran gioco e ricco di emozioni, lo spagnolo ha avuto ragione per un colpo di Tommy Fleetwood (270, -18), rinvenuto di prepotenza nelle ultime sette buche a suon di birdie (cinque). Rahm, raggiunto dall’inglese, si è trovato a dover tirare sulla 18ª buca un putt per il birdie che valeva cinque milioni di dollari, tre milioni di prima moneta (premio più alto per una gara in assoluto nel mondo) su un montepremi di otto milioni di dollari, il più cospicuo del circuito, più altri due milioni di dollari di bonus per la Race to Dubai (ordine di merito). E lo ha imbucato da circa due metri dopo una magistrale uscita da un bunker.

Tre gli azzurri in gara con Guido Migliozzi che ha ottenuto un lusinghiero 16° posto (283 – 73 70 68 72, -5), al termine di un’ottima prima stagione sul tour, e con Francesco Molinari 40° con 289 (69 76 71 73, +1), e Andrea Pavan, 49° con 297 (77 74 71 75, +9).

Note di merito per Mike Lorenzo Vera, leader per tre turni, terminato alle spalle dei due protagonisti con 271 (-17), mentre Rory McIlroy, ha chiuso in quarta posizione con 276 (-12), dopo una prestazione estremamente altalenante. In alta classifica, però mai in corsa per il titolo, Danny Willett, quinto con 277 (-11), Sergio Garcia, Tom Lewis e Thomas Pieters, sesti con 278 (-10).

Rahm come Ballesteros – Cinque giocatori potevano imporsi nella Race To Dubai. Gli altri tre erano Bernd Wiesberger (28° con 286, -2), leader alla partenza, che si è subito defilato uscendo dalla contesa, Matthew Fitzpatrick, nono con 279 (-9), e Shane Lowry, 12° con 281 (-7), anche loro rapidamente fuori gioco.

Jon Rahm, 25enne di Barrika con sei successi sull’European Tour (unico con quattro nelle Rolex Series istituite nel 2017) e tre sul PGA Tour, è il secondo spagnolo a vincere la money list sul circuito dopo Severiano Ballesteros. Ha fatto meglio invece del grande campione iberico limitatamente a sei titoli siglati fino ad ora, poiché ci è arrivato dopo 40 gare disputate, contro le 55 che erano servite al suo connazionale per lo stesso traguardo. Il successo lo ha anche fatto salire al terzo posto nel World Ranking. Nel suo score di 68 (-4) cinque birdie sulle prime sette buche, con sei colpi di vantaggio, poi quattro bogey e tre birdie che hanno portato al brivido finale. Fleetwood, vincitore della Race To Dubai nel 2017, è rinvenuto con un 65 (-7) grazie all’accelerazione di cui si è detto preceduta da tre birdie e un bogey nella prima metà del campo.

“Sento che vorrei piangere per l’emozione” ha detto Rahm a caldo. “Avevo tanti colpi di vantaggio, ma mi sono ritrovato a dover imbucare l’ultimo putt per vincere. Tante volte avevo sognato di fare birdie sulla buca finale per conquistare un titolo e ora si è avverato. E’ stata veramente dura. Può succedere che ci siano dei ribaltamenti anche inattesi durante una gara, ma la mia forza è stata quella di tener duro dopo aver perso un po’ di concentrazione a partire dall’ottava buca. Comunque non pensavo di esprimermi a questo livello dopo sei settimane di riposo”.

Gli azzurri – Guido Migliozzi ha recuperato gradatamente posizioni dopo aver iniziato al 33° posto. Nel giro finale si è espresso con un 72 (par) frutto di tre birdie e di tre bogey. Francesco Molinari e Andrea Pavan hanno probabilmente risentito di una stagione sicuramente logorante. Il torinese, penalizzato da un 76 (+4) nel secondo turno, ha girato in 73 (+1) con cinque birdie, quattro bogey e un doppio bogey, e Andrea Pavan ha messo insieme due birdie e cinque bogey per il 75 (+3).

EDGA Dubai Finale a George Groves – Il britannico George Groves ha vinto l’EDGA Dubai Finale, gara sulla distanza di 36 buche disputata in concomitanza con il torneo e riservata a giocatori con disabilità che ha visto in campo otto concorrenti, compresi sei tra i primi del ranking mondiale. Groves, numero uno, ha concluso con 159 (77 82, +15) colpi, precedendo Chad Pfeifer (162, +18), Christopher Biggins (164, +20), e Charles-Henry Quelin (170, +26).



ROBERT MACINTYRE “ROOKIE OF THE YEAR” – Lo scozzese Robert MacIntyre, 23enne di Oban, ha ricevuto il “Rookie of The Year Award”, che designa il miglior debuttante della stagione. Erano in quattro a competere per l’ambito riconoscimento e MacIntyre è stato preferito a Guido Migliozzi, allo statunitense Kurt Kitayama e allo spagnolo Adri Arnaus. Da rilevare che lo scozzese non ha vinto nel 2019, così come Arnaus, mentre Migliozzi e Kitayama hanno conquistato due successi. MacIntyre, che con una serie di piazzamenti, è salito tra i top 100 del mondo (69° prima dell’evento), ha detto: “Sono contentissimo e dedico questo riconoscimento alla mia famiglia”. Nella gara si è classificato 14° con 282 (-6). L’ultimo scozzese a ricevere questo attestato era stato Marc Warren nel 2006



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STRAORDINARIO DOPPIO SUCCESSO DI FRANCESCO LAPORTA:

VINCE IL GRAN FINAL E L’ORDINE DI MERITO DEL CHALLENGE TOUR

Straordinario doppio successo di Francesco Laporta, in una stagione estremamente favorevole ai colori azzurri, vincitore con 278 (68 69 70 71, -6) colpi del Grand Final del Challenge Tour e della Road To Mallorca, ossia l’ordine di merito che ha sancito il miglior giocatore del circuito 2019. Inoltre ha anche conquistato la ‘carta’ per giocare nel 2020 sull’European Tour. Una prestazione ben sopra le righe del 29enne pugliese di Castellana Grotte (BA), il quale sul percorso del Club de Golf Alcanada (par 71), a Port d’Alcúdia nell’isola spagnola di Mallorca, ha concluso la sua corsa, tutta di testa sin dal primo turno, distaccando nel turno conclusivo il tedesco Sebastian Heisele (280, -4) con il quale era in vetta dopo 54 buche, affiancato al secondo posto dal francese Robin Sciot-Siegrist. Al 41° Lorenzo Scalise con 295 (+11).

Francesco Laporta è il quinto italiano a conquistare il successo nella money list del Challenge Tour dopo Giuseppe Calì (1990), Michele Reale (1997), Edoardo Molinari (2009) e Andrea Pavan (2013). Da rilevare che in dodici mesi gli azzurri hanno prevalso nell’ordine di merito di tutti e tre i circuiti continentali: nel 2018 con Francesco Molinari sull’European Tour e quest’anno con Edoardo Raffaele Lipparelli, numero uno dell’Alps Tour, e ora con Laporta sul Challenge.

Record di successi italiani in campo internazionale: 39 – Francesco Laporta ha portato a 39 i successi in campo internazionale dei giocatori italiani, con cui è stato superato di ben cinque titoli il record storico dello scorso anno con 34. Venti vittorie le hanno ottenute i professionisti, tra le quali una sul PGA Tour con Francesco Molinari, tre sull’European Tour, due con Guido Migliozzi e una con Andrea Pavan, e due sul Challenge Tour con Laporta. Le altre 19 le hanno siglate i dilettanti (15 individuali e quattro a squadre) a testimonianza di un movimento azzurro sempre più in crescita, con giocatori capaci di imporsi in ogni categoria e in ogni fascia d’età negli eventi più importanti del mondo.
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Chi dei miei amici gioca a Bergamo Albenza? Per favore mi scriva in privato che devo chiedere una info.. Grazie

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Senza dubbio, il sommo piacere del golf è che sul fairway, lontani da tutte le pressioni dei rapporti sociali e della razionalità, ci si può sentire immortali per qualche ora."

Colman McCarthy

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